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Lo streaming come Rorschach

RorschachLo streaming come Rorschach

Cos’è  una proiezione? L’ha spiegato meglio di ogni altro oggi Grillo nel suo monologo con Renzi. L’ex comico genovese ha appiattito l’ambizioso aspirante premier toscano ad una tavola di  Rorschach , il noto test psicologico proiettivo, e vi ha proiettato sopra tutta la propria rabbia ed esasperazione. Come alla prima tavola del Rorschach, Grillo si è presentato partendo dalla RAI, che con le consultazioni non c’entrava nulla ma che è stata la prima causa scatenante della frustrazione dell’ex-comico. Incubata a lungo nella bile di una persona ingiustamente privata del proprio lavoro e del successo, coltivata tra le luci fredde di spettacoli privati a pagamento, la frustrazione è divenuta risentimento cinico e corrosivo che ha intercettato l’analoga esasperazione di milioni di italiani e li ha trascinati al voto per il M5S. Oggi quello stesso risentimento sordo ad ogni dialogo e privo di ogni rispetto ha trascinato Grillo ad un monologo villano, arrogante, non civile e “non democratico” nel quale l’astuto Renzi ha avuto palla facile a giocare solo di rimessa con un paio di felici battute “esci da questo blog”.
Il problema naturalmente non è chi abbia vinto o perso nel duello. Questo può al massimo interessare ai due protagonisti ed alle loro tifoserie. Non credo agli italiani desiderosi piuttosto di sapere se la loro esasperazione troverà finalmente risposte in riforme concrete.
È ancora una volta la vecchia storiella del tale che mentre si reca dall’amico/rivale a chiedergli in prestito l’auto si convince sempre più che si sentirà dire di no e arrivato a casa di quest’ultimo, anziché fare la domanda, gli urla in faccia “brutto str., tienti la tua macchina”. Il rischio è che oggi, a parte il peggioramento degli epiteti, l’auto gettata via sia la fiducia e la disponibilità di un terzo degli italiani a farsi seriamente coinvolgere in un quanto mai necessario processo di trasformazione del nostro tutt’altro che comico paese.