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Animo in guerra

Dopo prosperi decenni di una pace divenuta ormai quasi scontata e dopo due anni di un‘imprevedibile quanto tremenda pandemia, assistiamo impotenti da giorni in Europa a una guerra, scatenata dall’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa. 
Mi sono domandato se non sia per una volta il caso di usare un social media come Twitter per esprimere ciò che si agita nei nostri animi alla vista di quelle immagini di morte, distruzione, disperazione e fuga.


«Date parole al vostro dolore; il dolore che non parla sussurra al cuore troppo gonfio e lo invita a spezzarsi» suggeriva già Shakespeare. Oggi abbiamo la possibilità di farlo, sempre e ovunque, tramite i social network. Possiamo condividere con chi sia disposto a fare altrettanto preoccupazioni, paure, ansie, tristezze e forse anche un po‘ di speranza. Certo le nostre parole non salveranno nemmeno un filo d’erba dell’Ucraina. Forse potrebbero però aiutarci a capire meglio cosa accade dentro di noi e negli altri con cui condividiamo nel quotidiano preoccupazioni e tensioni. Anziché incolparci reciprocamente potremmo correre il rischio di capirci.


Invito dunque chiunque lo voglia, ad esprimere, con parole proprie, tutto ciò che prova nell‘animo con #animoinguerra da mercoledì 30.3 a domenica 3.4. Nascerà un dialogo? Lo vedremo insieme.


Spiegazioni su presunte cause, colpe, crimini dell‘una o dell‘altra parte in conflitto non sono di alcuna pertinenza. Chiedo, nello scambio, il massimo rispetto.

Giuliano Castigliego


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